Il caso Luca Colombo

Luca Colombo – chitarrista

Il 5 Agosto sul social network Facebook è nata una interessante-importante discussione sulla pagina musicale di un artista-chitarrista italiano: Luca Colombo
In seguito alla pubblicazione del post in tarda serata, l’artista è stato sommerso da commenti e condivisioni. Artisti dal nome importante ma anche amatori e followers hanno risposto in modo attivo in modo più o meno aderente al contenuto. 
Per chi non lo avesse letto ancora lo copio incollo direttamente qui sotto:

“Guardo i social e vedo tanti concerti, tanto lavoro per tutti, tanti video, dirette, foto con e senza filtro, quindi si suona, la gente ancora ascolta musica e va ai concerti, è una buona notizia. Eppure il mio calendario è completamente vuoto da qui a non si sa quando, nessun ingaggio, in nessun campo. Ho una pagina con più di 50.000 fans, raro per uno che fa solo il musicista, e incontro solo persone che mi dicono “so che sei impegnatissimo”, forse vittima della mia stessa visibilità mediatica, chi vede un post di un giorno pensa che sei preso per un anno, chi vede una replica in tv pensa che sei in tour con gli stessi artisti di 10 anni fa. Come si fa in certi casi? Si mette un annuncio a.a.a. Chitarrista Offresi, per dischi tv cover band battesimi matrimoni scuole demo di strumenti cambio corde accordature e traslochi di amplificatori? Si fa un post maldestro come questo in cui ci si racconta disoccupati? ci si propone? Non l’ho mai fatto, non sono bravo nel propormi ma ormai forse i tempi sono cambiati, e poi a chi? Temo che la musica abbia preso una direzione in cui i musicisti non sono più così importanti, in cui l’emozione di un bending è superflua, in cui la variazione e il guizzo del momento è considerato errore o distrazione. Ho lavorato con tanti, quasi con tutti, a volte mi sono emozionato e fatto emozionare, ho avuto i miei grandi spazi, ho perso qualche treno lo ammetto, ma ne passavano così tanti.. e mentre continuavo a fare il musicista si formavano i primi musicisti imprenditori, e io ho continuato a pensare alle frequenze, alle note giuste, trascurando le pubbliche relazioni e, perché no, le leccate di culo, anche quelle servono a volte, credo. I problemi personali in periodi come questo non vanno in vacanza insieme il resto del mondo, e allora li affogo nello studio, perché la chitarra rimane una compagna di vita, forse la più costante, quella che ti capisce e che ti aspetta sempre, anche se sei un cazzone, anche se la trascuri o la imbracci solo quando ti va e non hai di meglio da fare. Resisto ancora un po’, poi forse comincerò a pensare di cercare un lavoro serio.

Buone vacanze. 
LC”

 

Ovviamente non possiamo entrare nella testa di altri e capire che cosa ci può essere scritto “tra le righe”. Possiamo solo valutare ciò che è stato oggettivamente scritto ed al massimo interpretare il tipo di linguaggio per indagare un minimo lo stato d’animo. Proviamo a fare una analisi:

Il post inizia con una constatazione: in Italia le persone si spostano per andare a vedere i concerti ed i musicista stanno suonando in generale (quindi il lavoro sembra esserci – deduzione). Da sottolineare è la fonte dalla quale attinge queste notizie, ossia “guardando i social”. Sicuramente i social sono uno spaccato reale della nostra società dal quale attingiamo frammenti di vita altrui per ricostruire virtualmente la società nella quale viviamo. Seppur con forti limiti, i social network sono una fonte abbastanza attendibile per quanto riguarda la supervisione di eventi, soprattutto se questi sono supportati da video, dirette etcetc.
Passiamo oltre.
La frase successiva è un dato di fatto oggettivo che ci scrive Colombo stesso: il mio calendario è vuoto! (riassumendo). Tutto il discorso successivo apre un importante capitolo: da una parte c’è la forte visibilità di Colombo come artista, il quale ha sempre usato con costanza i social per ottenere visibilità (ad oggi è indispensabile per esistere “quasi”) dall’altra c’è una assenza di conversione della visibilità in dati concreti quali concerti, live (lavoro). 
Leggendo tutto di un fiato la parte centrale, possiamo notare come ci sia una sorta di presa di coscienza: mentre  Colombo pensava a migliorarsi come musicista lavorando sul suono e sul tocco, altri musicisti colleghi hanno sviluppato un lato più imprenditoriale, determinando (al momento) un maggior successo professionale (?). 
Su questo aspetto in molti si sono “aperti” a varie considerazioni più o meno forti.

Ciro Manna (chitarrista) risponde con queste parole al post di Colombo:
“Da stamattina penso di scrivere qualcosa relativamente al post del collega Luca Colombo e sono davvero combattuto anche perchè non sono amante delle polemiche ecc…e di sicuro su facebook non è facile evitare tutto questo… però mi sento moralmente in dovere di scrivere il mio pensiero. Secondo me la musica non è morta…semplicemente si evolve, nel bene o nel male… ora , se si ha la ‘forza’ di riuscire a crearsi un proprio mondo e vivere di quello ben venga, altrimenti bisogna adattarsi costantemente al ‘mercato’…conosco tante persone che vivono di insegnamento ed essendo ‘al sicuro’ in qualche modo economicamente poi decidono di suonare solo dove vogliono e la musica che vogliono.. sono scelte di vita ed ognuno sceglie la propria…quello che mi dispiace più che altro è che possa arrivare un messaggio negativo alle nuove generazioni di musicisti che temono il futuro della loro carriera…Carl Verheyen ,mi disse in una clinic quando avevo circa 25 anni, ‘la musica non viene da te , sei tu che devi andare da lei’… quindi può darsi che ad un certo punto ci sia bisogno di rimettersi in gioco in altre realtà , in altri paesi .. non sò… e questa cosa è in realtà la linfa vitale del musicista .. conoscere sempre persone e culture differenti.. con internet la musica muore più in fretta ? non si vendono più dischi ecc.. ok sicuramente ci sono tanti lati negativi , ma anche tanti positivi … posso essere ascoltato e apprezzato da qualcuno che vive dall’altro capo del mondo … cosa che prima non poteva accadere ecc … sarà perchè sono di natura ottimista e sono abituato a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno ..ma in ogni cosa se ci sono 10 aspetti negativi ed uno positivo focalizzo la mia attenzione solo su quello positivo.. dalla mia esperienza dico che si può vivere di musica ed essere felici e lo auguro a tutti quelli che intraprendono questa carriera ! PS: ripeto è solo il mio pensiero … non giudico nessuno e nessun tipo di scelta diversa da quella che avrei fatto io!”

Massimo Varini (chitarrista, produttore)
“Ho letto il post amaro di Luca Colombo, me lo hanno segnalato perché essendo in vacanza non sto guardando Internet in generale.
Luca: hai tanto da dire… Un tuo corso, o più di uno, sul #Laboratoriomusicalevarini sarebbe una grande idea, anche come messaggio ai “giovani”… Nelle difficoltà ci si aiuta, perché quando un “settore” vive una crisi… Prima o poi la crisi potrebbe toccare chiunque.
Sei il benvenuto.”

 

Il punto è che ogni considerazione può essere giusta. Sicuramente il lato imprenditoriale ad oggi sembra essere necessario per chi lavora nel settore dello spettacolo come un musicista ma, (c’è sempre un ma) è anche vero che un musicista per coltivare la sua personalità artistico-musicale ha bisogno di tempo ed energie che altrimenti dovrebbe sacrificare in PR e altro. Il mondo della musica in generale è stupendo ma complesso, soddisfacente ma altalenante, un giorno ti fa sentire al Top ed il giorno dopo ti annienta. Il filo conduttore di ogni musicista è la PASSIONE. Solo lei al momento riesce a tenere in vita tanti musicisti in un periodo musicale sicuramente più articolato. Il web è una variabile imprescindibile per continuare ad essere presente con la musica. Bisogna essere in grado di adattarsi, un po’ come nella spietata selezione naturale
Forza Luca Colombo, che la musica sia con te!
Buona musica a tutti!

 

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Buona musica
T

 

 

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