Sabato 24 Novembre è iniziata la fiera più importante d’Italia dedicata alla chitarra ed in generale alla musica Milano Music Week SHG 2018, con grandi marchi ed altrettanti ospiti d’eccezione. Quest’anno la location scelta è stata il Palazzo del ghiaccio a Milano, una zona più scomoda rispetto a Mi.Co dei precedenti anni che permetteva ai visitatori un facile parcheggio diretto dentro la struttura stessa.

Come ogni anno molti erano gli stand di liutai, negozi e piccoli/medi/grandi marchi

Molti sono gli aspetti positivi di una fiera/manifestazione/evento (chiamatelo come volete): ho avuto il piacere di conoscere personalmente molto costruttori, dimostratori, artisti, l’ambiente è familiare e tutti sono cordiali. 

Le interviste agli artistisono molto colloquiali ed interessanti, cercando (a mio parere) di far uscire la persona “dietro” al musicista, e questa cosa l’ho apprezzata molto. Ormai tutti conoscono le canzoni, ma pochi conoscono le storie affascinanti che si celano dietro ad un lavoro come quello del musicista. 


Come spesso succede qualche piccolo “difetto” c’è sempre (e non me ne vogliano gli organizzatori, lo dico solo a fin di bene ed in modo costruttivo, capendo la difficoltà di gestione di un evento così grande e complesso). 


Gli aspetti da migliorare sono:
– i chitarristi ! (troppa confusione generale di chitarristi – più o meno smanettoni – che fanno da colonna sonora fissa per tutta la durata dell’evento) sarebbe interessante trovare una soluzione più drastica per far godere meglio alle persone l’evento stesso, magari usando più le test room e far suonare solo gli artisti delle demo. (sul palco principale Virgin, durante le demo degli artisti, si sentivano di più le note degli stand nella stanza accanto che le parole o le note dei dimostratori o artisti). 
– il cibo: come ogni anno, il prezzo per chi mangia all’interno della struttura è alto, superando in alcuni casi i prezzi da Autogrill per panini discutibili.
SHG: essendo nato tutto da questo logo (second hand guitars) mi aspettavo un po’ più di giro di chitarre e mi aspettavo dei prezzi più interessanti per i negozi che esponevano in fiera (le cifre erano in linea ai prezzi online, percui non c’è più l’effetto prezzo da fiera conveniente per chi era li).

In conclusione, per passare una bella giornata in mezzo a chitarre, musica e contatti di lavoro, il Milano Music Week ha passato l’esame in positivo. 
Direi inoltre che a mio “fiuto”, in pochi anni (se non già dal prossimo anno) questo grande evento cercherà di prendere delle vie più alternative (più larghe di veduto o verso un approccio più modern) al semplice evento SHG che siamo stati abituati a conoscere. Qualcuno ha avuto la stessa impression? Scrivetelo nei messaggi sotto!

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