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vita da musicista: la mia prima chitarra

Più di 600 live insieme alla prima chitarra che mi regalarono i miei genitori all’età di 10 anni. Questa è la storia della mia prima chitarra!

Se ti va raccontami anche la tua storia nei commenti!

Siamo tutti affezionati ad una chitarra (o strumento musicale) in particolare. Nel mio caso, la mia prima chitarra è lo strumento al quale sono rimasto più legato nel tempo, perché grazie a quella Fender ho imparato i primi accordi, le prime note, le prime corde rotte sotto le dita, i primi volumi atomici in casa e poi in sala prove, la prima band, i primi concerti, le prime canzoni scritte ed infine i primi lavori come professionista.

I primi anni di chitarra sono stati molto nella norma…Ero il classico bambino che studiava mezz’ora prima di entrare a lezione di chitarra. Odiavo il solfeggio, non sapevo leggere le note e gli spartiti per casa li memorizzavo visivamente a memoria dal mio insegnante per evitare di dirgli che non sapevo leggere la musica.

Dai 10 anni fino a circa i 17 non ho mai pensato minimamente di fare il musicista, anche se l’idea di fare la rockstar mi passava davanti almeno una volta al giorno…chi non sognerebbe in grande, soprattutto a quell’età?!

Dopo i primi saggi con la mia Fender sono passato al lato oscuro della prima band, dove i componenti sono spesso amici storici ed i brani da suonare i più assurdi e disparati!
La scaletta tipo era: alba chiara, 18 and life, gianna, amore di plastica, smoke on the water, knocking on heavens door etc….

Si lo so, non esiste una connessione, ma dovevamo linkare i gusti musicali di tutti. A me piacevano gli SKid Row, i Guns, al batterista gli 883, alla canante Dolcenera ed Elisa, al bassista il folk iralndese ed all’altro chitarrista i Dream Theater.

Direi che neppure con Tinder ci saremo trovati oggi considerando i gusti di ognuno!

Comunque sia la band inizia a macinare prove! Siamo tutti estasiati ed i live arrivano piano piano. Qualche spettacolino in posti vari e disparati per una pizza offerta oppure per una pizza che ci dovevamo pagare noi, qualche contest locale e tanta energia ed esperienza da mettere in valigia!
Abbiamo suonato in tutte le situazioni all’inizio (ed è stato bello così ripensandoci): dal live in esterno il 23 dicembre con 2 gradi ed un piumino che non ti fa vedere la tastiera della chitarra (per non parlare delle mani congelate) fino ad arrivare al live in un sottoscala di un ristorante fiorentino che aveva calcolato male gli spazi quella serata! Suonare in luoghi lontanissimi era fonte di ispirazione e ti faceva sentire importante…Suonare a pochi km da casa era da sfigati! Vuoi mettere stare fuori tutto il giorno, magari dormire fuori (ovviamente in rimessa totale certo!).

Questo lo spirito che viveva in me e nella mia prima chitarra Fender: voglia di suonare, di esibirsi, di provare, di vivere a pieno ogni singolo istante sul palco!

Se adesso ti sei incuriosito, per saperne di più guarda il video in allegato ad inizio pagina dove ti racconto altre storie sulla mia prima chitarra !

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